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CONOSCERE, VALUTARE e REGISTRARE GLI AFFIDATARI
Come istituire il Registro Territoriale delle famiglie affidatarie e solidali FinalitĂ , dibattito, metodi e strumenti al servizio del preminente interesse dei minorenni
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Autori & Curatori

Marco Giordano
Marilena Di Lollo
Gianvincenzo Nicodemo
Marianna Giordano (prefazione)

N° Pagine

340

ISBN

9791298682337

Anno di Pubblicazione

2026

Presentazione

Ilpresente manuale affronta in modo sistematico il tema della valutazione delleaspiranti affidatarie e degli aspiranti affidatari, ossia di quel complessodi attività conoscitive e di accompagnamento attraverso cui le operatrici e glioperatori dei servizi entrano in relazione con le persone e le famiglie che sidichiarano disponibili ad accogliere temporaneamente una bambina o bambino o unaragazza o un ragazzo, al fine di comprenderne risorse, vincoli, motivazioni ecompetenze e di orientarle verso la forma di accoglienza più adatta[1]. Aquesta funzione il manuale affianca il suo presupposto organizzativo,richiamato nel sottotitolo: l’istituzione del Registro territoriale dellefamiglie affidatarie e solidali, cui è dedicata la Parte IV.

Il tema ètanto delicato quanto strategico. Da un lato, la letteratura scientifica e idocumenti istituzionali concordano nel ritenere che la qualità del percorsodi conoscenza dei candidati sia uno dei principali predittori dellariuscita dei progetti di affidamento: come affermano le Linee di indirizzonazionali, «la riuscita del progetto di affidamento, i suoi esiti e lapossibilità che si possa arrivare alla migliore riunificazione possibile èlegata anche alla buona corrispondenza fra le caratteristiche e i bisogni delbambino e della sua famiglia e quelli della famiglia affidataria» (Ministerodel Lavoro e delle Politiche Sociali [MLPS], 2024, p. 106, Paragrafo 334).Dall’altro lato, proprio nel campo dell’affidamento familiare si è sviluppatoun dibattito peculiare (che non ha equivalenti, ad esempio, nel campodell’adozione) circa l’opportunità o meno di parlare di «valutazione diidoneità»: la cultura professionale prevalente in Italia, recepita neidocumenti nazionali di indirizzo, preferisce ricorrere ai concetti di«conoscenza», di «valutazione di compatibilità», di «prontezza» e di«accompagnamento» dei candidati a comprendere se e per quale forma diaccoglienza siano preparati, valorizzando la dimensione conoscitiva e disostegno dell’intervento dei servizi rispetto a quella selettiva e diagnostica.Si tratta di un dibattito meno presente nella letteratura internazionale dove,spesso, si parla in modo diretto di “selezione” degli affidatari in base allaloro maggiore o minore suitability (idoneità), il che evidenzia la fortesensibilità maturata su questo aspetto nel contesto italiano nel corso deglioltre quarant’anni di pratica dell’affidamento familiare.

Il manualeè costruito secondo un criterio di stratificazione delle fonti. Inciascun capitolo si parte dalle fonti di valore internazionale/mondiale(Convenzione ONU sui diritti del fanciullo; Linee Guida ONU sull’accoglienzadei minorenni fuori dalla famiglia di origine; manuale interistituzionale«Moving Forward») e di valore europeo (Documenti del Consiglio d’Europa; WhitePaper UNICEF sullo sviluppo dell’affido in Europa; standard Quality4Children),per passare poi alle fonti nazionali, a partire dai tre documenti cardine: leLinee di indirizzo nazionali per l’affidamento familiare (versione aggiornata,approvata in Conferenza Unificata Stato, Regioni e Autonomie locali l’8febbraio 2024), il Sussidiario ministeriale “Parole nuove per l’affidamentofamiliare” (MLPS, 2014) e il documento del Coordinamento Nazionale ServiziAffido “Diventare affidatari” (CNSA, 2011), integrato dal precedente documentoCNSA “Proposte di linee guida per l’affidamento familiare” (2007). Vengonoquindi richiamate la normativa nazionale (legge 184/1983, come modificata dallalegge 149/2001 e dalle successive integrazioni e modifiche), un’ampia rassegnadi letteratura scientifica internazionale sulla valutazione degli affidatari(integrata nella Parte II e nel capitolo 8), la letteratura e la saggisticaitaliana, nonché vari documenti istituzionali e associativi.

La strutturadel lavoro è la seguente. La Parte I (capitoli 1-3) risponde alle domandesul perché e sul chi: il capitolo 1 ricostruisce le finalità della valutazionenel preminente interesse del minorenne; il capitolo 2 ripercorre il dibattitosull’idoneità (conoscenza, compatibilità, abbinabilità, prontezza); il capitolo3 delinea la cornice organizzativa, con i ruoli, gli operatori e le condizionicritiche del sistema. La Parte II (capitoli 4-7) affronta l’oggetto dellavalutazione: il capitolo 4 ne definisce le premesse e il perimetro, con ilquadro complessivo degli item valutativi; il capitolo 5 tratta la valutazionedelle motivazioni e gli altri aspetti della famiglia in sé; il capitolo 6 lavalutazione della famiglia nelle relazioni e nel sistema; il capitolo 7 lavalutazione per l’affidamento di minorenni con bisogni specifici. La Parte III(capitoli 8-12) descrive il percorso: il capitolo 8 le modalità dellavalutazione, con la procedura, gli strumenti e la tabella di sintesifasi/strumenti; il capitolo 9 la restituzione e il tempo dell’attesa; ilcapitolo 10 la valutazione, meno intensiva, delle famiglie solidali diurne; ilcapitolo 11 la valutazione di coloro che danno la disponibilità a seguito dell’incontrocon un minorenne determinato; il capitolo 12 la conoscenza e la valutazionedegli affidatari parentali. La Parte IV (capitoli 13-18) è dedicata alladocumentazione: il capitolo 13 propone lo strumentario essenziale per iCentri/Servizi Affidi di nuova istituzione o con organico parziale, dal qualeconviene partire; il capitolo 14 tratta i registri territoriali; i capitoli 15e 16 le singole schede che compongono il fascicolo degli affidatari, fra cui laScheda «Profilo sintetico affidatari» con il verbale di restituzione (paragrafo15.9); il capitolo 17 i facsimili per la valutazione delle famiglie solidalidiurne; il capitolo 18 quelli per la disponibilità riferita a un minorennedeterminato e per gli affidatari parentali. Chiudono il volume le conclusioni,quattro appendici e la bibliografia con i collegamenti alle fonti.

Nel 2024 è intervenuto un atto di programmazione chedà alla materia una collocazione nuova. Il Piano Nazionale degli interventi edei servizi sociali 2024-2026 dedica al Centro/Servizio Affidi una propriascheda intervento, che «attua le indicazioni contenute nelle Linee di indirizzoper l’affidamento familiare e da esse derivano i contenuti essenziali al finedi mantenere piena coerenza tra gli indirizzi nazionali e gli obiettivi dellaprogrammazione sociale nazionale» (MLPS, 2024b, p. 133). Le Linee di indirizzocessano così di essere un documento tecnico di indirizzo e diventano ilcontenuto di un obiettivo di servizio programmato: è la ragione per cui, inquesto lavoro, le due fonti vengono lette insieme.

[1] Per una maggiore scorrevolezza della lettura e con laconsapevolezza dei limiti che ne derivano, da questo punto in poi si userĂ  ilmaschile sovraesteso.

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Contributo del Centro Studi Progetto Famiglia

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