LEGAMI a SCUOLA

Percorsi di collaborazione tra Servizi Affidie Istituzioni Scolastiche Primarie e Secondarie di 1° Gradoper il rafforzamento delle reti di legami sociali di bambini, ragazzi e famiglie sole
1. IL PROGETTO IN BREVE
Bisogno. In Italia sono circa 320mila i bambini e ragazzi seguiti dai Servizi Sociali, mediante varie forme di supporto e accompagnamento socioeducativo. La gran parte di questi (il 93% secondo una ricerca condotta dal Centro Studi Affido) necessita della presenza di “adulti in più” su cui contare, cioè di ulteriori persone e famiglie di riferimento, in aggiunta a coloro che già compongono la loro rete familiare, parentale e sociale.
Obiettivo del progetto. Si mira a definire un percorso di collaborazione tra i Servizi Sociali (guidati, in questo, dai Servizi per l’Affido) e le Istituzioni scolastiche primarie e secondarie di 1° grado volto a massimizzare la possibilità che tali minorenni beneficino nel contesto scolastico di spazi relazionali significativi, sia da parte degli insegnanti che dei genitori dei compagni di classe/scuola.
Destinatari
Beneficiari: minorenni seguiti dai Servizi sociali professionali, iscritti o prossimi a iscriversi alla scuola primaria o alla scuola secondarie di 1° grado.
Altri destinatari: genitori dei minorenni, compagni di classe, genitori dei compagni di classe.
Linee di Collaborazione. Onde perseguire l’obiettivo, si intende dare attuazione alle seguenti linee:
- Collaborazione nella Progettazione e Presa in carico integrata socioeducativa individuale;
- Collaborazione nell’Abbinamento Minorenni/Insegnanti, in fase di Prima iscrizione a Scuola;
- Laboratori pomeridiani di arricchimento relazionale con alunni e genitori;
- Affiancamenti mirati di minorenni da parte di genitori solidali.
Tali linee di collaborazione sono attivate progressivamente, una alla volta, secondo una tempistica e un ordine definiti con la singola scuola, in base alle possibilità e alla fase dell’anno scolastico.
Laboratorio preliminare di formazione congiunta tra insegnanti e servizi sociali. L’attivazione di tali linee di collaborazione è preparata mediante la previa realizzazione di un percorso di co-formazione tra insegnanti e operatori sociali sui temi della “tessitura di legami sociali per bambini e ragazzi nel contesto scolastico” e della “presa in carico socioeducativa integrata”, al fine di favorire la condivisione di linguaggi, orizzonti, modalità operative.
Protocollo d’intesa sperimentale. A premessa e supporto dell’attuazione della presente progettualità, viene sottoscritto un protocollo d’intesa tra Servizio Sociale (guidato dal Servizio Affidi) e la Scuola. Il protocollo coinvolge anche l’Ufficio Scolastico Regionale competente, onde beneficiare del supporto e della cornice d’insieme che quest’organo favorisce. Il protocollo definisce gli elementi principali della collaborazione tra i quali: ruoli, metodi, strumenti, tempi, protezione dei dati, flussi informativi consentiti e le modalità di raccolta del consenso informato dei genitori/tutori, in linea con la normativa vigente.
2. LABORATORIO PRELIMINARE DI FORMAZIONE CONGIUNTA TRA GLI INSEGNANTI DISPONIBILIE IL PERSONALE DEI SERVIZI SOCIALI
Il bisogno di piena sintonia
La realizzazione del presente percorso necessita della presenza di personale docente disponibile specificamente formato e dello sviluppo di un buon livello di condivisione di linguaggi, orizzonti e modalità operative tra insegnanti e operatori sociali.
La co-formazione come primo passo
L’attivazione di un laboratorio preliminare di formazione congiunta tra insegnanti disponibili al progetto e personale dei servizi sociali rappresenta una modalità concreta per favorire tali premesse, approfondendo temi come la presa in carico integrata scuola-servizi sociali e la tessitura di legami sociali per bambini e ragazzi nel contesto scolastico.
A tal fine, occorre che il Collegio dei Docenti inserisca nel proprio Piano di Formazione d'Istituto la previsione del laboratorio, come iniziativa co-promossa dalla scuola stessa, in modo che la partecipazione degli insegnanti assolva all’obbligo dell’aggiornamento formativo del personale scolastico.
I docenti partecipanti
Il laboratorio sarà aperto alla partecipazione dei docenti disponibili, con particolare attenzione a coloro che maggiormente, per esperienza e formazione pregressa, manifestano prontezza e sintonia con gli obiettivi e le modalità operative del progetto.
La partecipazione degli insegnanti (e il relativo attestato) al laboratorio sarà elemento oggettivo e tracciabile di supporto alla successiva decisione del Dirigente di inserire i minorenni segnalati dai servizi sociali nelle classi di tali insegnanti.
Progettazione e realizzazione
Il laboratorio, progettato congiuntamente nei suoi contenuti dall’Istituto scolastico e dai Servizi, è condotto da formatori ed esperti finanziati dai Servizi sociali. Il laboratorio è progettato prevedendo un ciclo di formazione iniziale, seguito da sessioni periodiche di follow-up.
L’Istituto scolastico a cui si rivolge, in quanto co-promotore del laboratorio stesso, ne certifica lo svolgimento e rilascia ai partecipanti l’attestato valido per l’onere formativo.
Laddove i numeri dei partecipanti e gli aspetti logistici lo consentono, i laboratori possono essere attivati a livello di Ambito Territoriale, mediante protocolli multilaterali con più scuole, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di un pool territoriale di docenti esperti in materia.
3. COLLABORAZIONE NELLA PROGETTAZIONE E PRESA IN CARICO INTEGRATA SOCIOEDUCATIVAINDIVIDUALE
La progettazione individualizzata
In seguito all’abbinamento minorenni/docenti e all’inizio dell’anno scolastico, il percorso di ciascun bambino e ragazzo beneficiario del progetto è seguito e supportato in stretta sinergia tra docenti e operatori dei Servizi sociali. Il cardine di questo impegno è la progettazione socioeducativa individualizzata, che andrà elaborata, attuata e monitorata, mediante:
- Riunioni di Equipe integrate di Progetto: attività di incontro e confronto periodico tra gli operatori sociali e gli insegnanti abbinati al minorenne beneficiario, per la definizione e il monitoraggio dei percorsi in atto;
- Attuazione del Progetto: svolgimento delle attività (a cura della scuola e/o del servizio sociale) previste nei progetti individualizzati, secondo ruoli, responsabilità, possibilità, tempi concordati.
Modalità sostenibili di gestione
Al fine di favorire la gestione sostenibile dei tempi e degli impegni, gli incontri di équipe avvengono negli orari di servizio ordinari di insegnanti e operatori sociali. Tra le opzioni preferibili, a questo proposito, sono da considerare:
- il ricorso alle ore di ricevimento e – per la Scuola Primaria e dell’Infanzia – alle ore di programmazione didattica degli insegnanti abbinati al minorenne;
- il ricorso a una parte delle ore di Consiglio di Classe, aprendole alla presenza degli operatori dei Servizi sociali (per i confronti che necessitano della presenza di tutti i docenti della classe).
4. COLLABORAZIONE NELL’ABBINAMENTO MINORENNI/INSEGNANTI, IN FASE DI PRIMAISCRIZIONE A SCUOLA (IN SENO AL GLI - GRUPPO DI LAVORO PER L’INCLUSIONE)
Il bisogno di inserimenti mirati
L’Obiettivo, come accennato sopra, è di assicurare la possibilità che i minorenni “con povertà di legami” vengano inseriti in classi con insegnanti capaci – per disponibilità, esperienza e competenza – di contribuire all’offerta delle risposte relazionali di cui necessitano, attivandole in prima persona, coinvolgendo gli altri insegnanti e coinvolgendo i genitori della classe/scuola.
Premessa di questo discorso è l’orientamento della normativa vigente a prevedere e incentivare una forte collaborazione interistituzionale tra Scuole, Servizi sociali e Aziende sanitarie locali nelle azioni volte a garantire il benessere e l'inclusione dei minorenni in situazioni di vulnerabilità, affido, adozione o disagio sociale. Tale collaborazione può spaziare su vari fronti, ivi comprese l’attivazione di un Tavolo di confronto che supporti le valutazioni del Dirigente Scolastico e del Consiglio d'Istituto nella definizione della composizione delle classi e nell'assegnazione dei docenti.
Il GLI come luogo di raccordo
Il luogo principe dove attivare questo tavolo di confronto è il GLI (Gruppo di Lavoro per l'Inclusione), organo centrale della scuola per tutto ciò che riguarda la gestione delle fragilità degli studenti.
Istituito dalla Direttiva Ministeriale sui BES del 27/12/2012 e disciplinato da successive circolari ministeriali, rappresenta l’estensione del precedente GLH (Gruppo di Lavoro per l'Handicap) che si occupava solo di disabilità certificata ex Legge 104. Il GLI allarga questo sguardo a tutti gli alunni con difficoltà, includendo lo svantaggio socioeconomico, culturale, linguistico e il disagio emotivo/comportamentale. Si tratta di bacini in gran parte coincidenti con la platea dei minorenni seguiti dai servizi sociali.
Il GLI può essere il contesto di incontro e mediazione in cui dare luogo ai confronti propedeutici alla decisione del Dirigente sulla composizione delle classi, ivi compresi i casi di inserimento mirato di minorenni vulnerabili in classi adatte a loro.
A tale scopo, viene inserito tra i membri del GLI un rappresentante dei Servizi Sociali (ad esempio, un referente del Servizio Affidi) che partecipa al gruppo limitatamente agli incontri che toccano questo tema.
Definizione di criteri e piani
Il GLI può, inoltre, essere il luogo in cui avviare la definizione dei Criteri per la formazione delle classi, elaborando e proponendo al Collegio dei Docenti e al Consiglio d'Istituto i criteri per la composizione inclusiva (come, appunto, il criterio di inserire gli alunni in base alle competenze specifiche di docenti formati).
L’attenzione della scuola su questo fronte può, inoltre, essere richiamata nel PAI (Piano Annuale per l'Inclusione), documento pubblico in cui la scuola fa il punto sulle risorse umane e sui bisogni di inclusione per l'anno successivo.
5. LABORATORI POMERIDIANI DI ARRICCHIMENTO RELAZIONALE CON ALUNNI E GENITORI
Il bisogno di socialità
Non di rado, attorno ai minorenni (e ai loro genitori) seguiti dai servizi sociali o con forte disagio, si crea un vuoto relazionale: i genitori dei compagni di classe, per imbarazzo, timore, diversità percepita, mancanza di occasioni, tendono a interagire poco con il nucleo familiare in difficoltà.
L’obiettivo, dichiarato in premessa, è di favorire la presenza, accanto a costoro, di circuiti di socializzazione che coinvolgano gli altri genitori della classe/scuola. Si intende così contribuire fattivamente allo sviluppo di relazioni di prossimità, nella direzione dell’ingaggio della “comunità educante” e del “welfare comunitario”.
La risposta relazionale
La realizzazione dei laboratori pomeridiani punta a rompere le situazioni di isolamento, valorizzando lo "spazio neutro e protetto” che la scuola può rappresentare e dando sostanza ai Patti di Corresponsabilità educativa che vengono firmati a inizio anno tra Scuola e famiglie.
Sul piano organizzativo ed economico, le strade da seguire per attivare i laboratori possono essere:
- inserire i laboratori nelle progettualità scolastiche pomeridiane (Scuola aperta), con costi economici e organizzativi a carico della scuola;
- attivare i laboratori nell’edificio scolastico, come azioni aggiuntive finanziate e organizzate dai Servizi Sociali;
- attivare i lavoratori con modalità che intrecciano le due precedenti forme.
Per quanto riguarda l’individuazione dei “temi” affrontati dai laboratori è opportuno considerare l’importanza di orientarsi verso attività di facile gestione/organizzazione e che favoriscono l’interazione e la socializzazione tra le persone (attività ludico-ricreative, creative, di movimento, di condivisione delle emozioni e dei vissuti, etc.).
L’apertura a tutti
Per far sì che il progetto di inclusione relazionale raggiunga il suo obiettivo di socializzazione ampia e volendo prevenire effetti controproducenti, quale ad esempio la stigmatizzazione delle famiglie in difficoltà, i laboratori sono rivolti a tutti gli studenti della classe (non solo ai minorenni seguiti dai Servizi sociali), come ordinaria attività pomeridiana di socializzazione ludico-educativa ed è esteso l’invito a tutti i genitori (compresi coloro che sono seguiti dai Servizi sociali). Ove utile, i laboratori possono assumere una dimensione interclasse.
Le fasi
La socializzazione promossa dal laboratorio si sviluppa nel rispetto del principio della gradualità relazionale, secondo una logica di maturazione spontanea che può essere sintetizzata nelle seguenti fasi:
- Fase 1 - Spazio Protetto: svolgimento delle attività del Laboratorio a scuola (con insegnanti/operatori presenti come facilitatori) adottando modalità e dinamiche che favoriscono interazioni empatiche tra i partecipanti;
- Fase 2 - Socializzazione naturale: nascita di legami spontanei tra bambini e adulti durante le attività del laboratorio;
- Fase 3 (eventuale) - Frequentazione Extrascuola: in talune situazioni, alla nascita dei legami, segue il passaggio naturale e spontaneo a inviti a compleanni, pomeriggi di studio a casa, attività condivise (sempre d'intesa con la famiglia del minorenne).
Ovviamente, ciò che può essere programmato e organizzato è soltanto la fase 1. Le fasi 2 e 3 maturano in modo libero e spontaneo, con tempi non predeterminabili e coinvolgendo i partecipanti con differenti gradi di intensità. In tali fasi, il compito dei Servizi sociali e della Scuola si limita all’attenzione ad accompagnare tale sviluppo relazionale monitorandone (e all’occorrenza sostenendone) la maturazione.
Gli aspetti pratici
L’organizzazione dei laboratori chiede di rispondere ad alcuni aspetti pratici, tra i quali:
- La copertura assicurativa: gli alunni sono già assicurati, ma i genitori che partecipano attivamente ai laboratori pomeridiani potrebbero non esserlo. La scuola può estendere la polizza assicurativa d'istituto ai genitori partecipanti come "esperti/volontari esterni", oppure i Servizi Sociali possono provvedere ad attivare una copertura ad hoc;
- La vigilanza e l'apertura dei locali: le attività pomeridiane richiedono la presenza del personale ATA (collaboratori scolastici) con l’eventuale supporto con operatori del Terzo Settore. Per evitare o ridurre i costi per la scuola, si può attivare il laboratorio nei giorni in cui è già prevista – per altri motivi – l’apertura della scuola o, in alternativa, si può ipotizzare che tali costi siano coperti da progetti ad hoc o dal contributo dell’ente locale (Servizi Sociali).
6. AFFIANCAMENTI MIRATI DI MINORENNI DA PARTE DI GENITORI SOLIDALI
Il bisogno di supporti mirati
A volte, il bisogno di prossimità dei minorenni seguiti dai Servizi sociali non si limita alla necessità di maggiori spazi di socializzazione, ma si estende a forme mirate di sostegno quali, ad esempio, l’aiuto nei compiti scolastici pomeridiani, l’accompagnamento mattutino a e da scuola, gli accompagnamenti pomeridiani in palestra o per esigenze sanitarie, l’ospitalità per i pasti, etc.
L’impegno solidale
In questi casi, previo consenso e coinvolgimento attivo dei genitori, è possibile mirare alla individuazione – tra gli altri genitori della classe o della scuola – di persone disponibili a dedicare a quel minorenne un accompagnamento mirato. I Servizi sociali territoriali possono prevedere l'affiancamento di un operatore/tutor socioeducativo, attivabile anche a valere sugli enti del Terzo Settore convenzionati, che avrà il compito di sostenere i genitori solidali, facilitare il raccordo tra i nuclei familiari e monitorare l'andamento della relazione di accompagnamento.
Si tratta di impegni che, in genere, comportano una frequenza di una o più volte a settimana, per alcune ore, in base al tipo di bisogni e alle disponibilità delle persone.
L’individuazione delle disponibilità
L’individuazione delle persone disponibili all’affiancamento può avvenire “a chiamata” diretta (proponendolo a specifiche persone/coppie, in base alla conoscenza che ne hanno gli insegnanti) o come frutto dell’attivazione dei legami in seno ai laboratori di socializzazione di cui sopra o come esito di una più ampia iniziativa di comunicazione e informazione rivolta a tutti i genitori della classe o della scuola (quest’ultima modalità è da attivare in via residuale per ridurre possibili effetti stigmatizzanti nei confronti delle famiglie portatrici del bisogno, anch’esse parte della platea dei genitori di quella scuola).
Le modalità, in ogni caso, andranno comunque gestite avendo presente il bisogno di rispettare la riservatezza di bambini, ragazzi e famiglie in difficoltà.
Conoscenza e preparazione delle persone disponibili
Raccolte le eventuali disponibilità, segue una fase di conoscenza e preparazione di tali persone, a cura dei Servizi sociali – con modalità da definire ad hoc in base alle circostanze e al tipo di impegno che si intende proporre – anche mettendo in conto, ove possibile, la realizzazione di incontri di formazione di gruppo (nel caso di più persone disponibili della stessa classe/scuola).
Definizione e attivazione di “Patti di affiancamento”
Completata la fase di conoscenza e preparazione, possono essere effettuati gli abbinamenti tra i minorenni e i genitori solidali che meglio sono in grado di supportarli. Si procede, congiuntamente, alla definizione di appositi “patti di affiancamento” concordati con tutti i soggetti in gioco (minorenni, loro genitori, genitori affiancanti, insegnanti di riferimento, servizi sociali) e con la cura di aspetti pratici come la copertura assicurativa.
