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Il Nuovo Codice Deontologico affronta il tema dei dilemmi etici e suggerisce un percorso in quattro tappe che ne favorisce l’individuazione e il fronteggiamento. Occorre però che gli assistenti sociali siano costantemente impegnati in un percorso di riflessione e di aggiornamento.
«L’Assistente Sociale ha il dovere di aggiornarsi rispetto all’evoluzione della dimensione etica della professione»
Scegliere tra due “beni”
Il Nuovo Codice Deontologico (220 kB) dell’Assistente Sociale, approvato dal Cnoas il 21 febbraio 2020 e che entrerà in vigore dal 1° giugno 2020, offre alcune preziose indicazioni in merito ai cd. “dilemmi morali”.
Non di rado la complessità delle situazioni ci pone, come Assistenti Sociali, nella condizione di dover scegliere tra due “beni” che si presentano contrapposti: tutela o autodeterminazione delle persone? Rispetto della riservatezza o protezione di terzi? Intensità o sostenibilità degli interventi? Sono solo alcuni dei “dilemmi” a cui dare risposta.
Servizio sociale tra ambiguità e dilemmi
Il Nuovo Codice affronta questo tema fin dal Preambolo, sottolineando che: «La professione si adopera per affrontare le ambiguità e i dilemmi connaturati al suo esercizio, anche attraverso pratiche riflessive e processi decisionali orientati a risultati etici. L’Assistente Sociale, quindi, in relazione agli sviluppi dei fenomeni sociali e della cultura politica, ha il dovere di aggiornarsi rispetto all’evoluzione della dimensione etica della professione».
L’indicazione è estremamente chiara: occorre riflettere e aggiornarsi! Come Assistenti Sociali sappiamo di dover fare i conti con una pratica professionale che ci chiede la frequente assunzione di decisioni. Ebbene, il Preambolo del Nuovo Codice ci ricorda che ogni scelta va assunta in “scienza e coscienza”, ben fondati sia sul piano metodologico che valoriale, con l’obiettivo di accompagnare le persone verso un maggiore benessere individuale e comunitario.
Modalità di fronteggiamento dei dilemmi
L’articolo 14 del Nuovo Codice, nell’aprire il Titolo III dedicato alla descrizione delle responsabilità generali degli Assistenti Sociali, ci offre le indicazioni sulle modalità di fronteggiamento dei dilemmi: «I dilemmi etici sono connaturati all’esercizio della professione. L’Assistente Sociale li individua e li affronta evidenziando i valori ed i principi in contrasto. Le scelte professionali che ne risultano sono la sintesi della valutazione delle norme, del sapere scientifico, dell’esperienza professionale e sono comunque indirizzate al rispetto della libertà, dell’autodeterminazione e a conseguire il minor svantaggio per le persone coinvolte. Il professionista orienta la propria condotta alla massima trasparenza circa le ragioni delle proprie scelte e documenta, motivandolo, il processo decisionale».
Percorso in quattro tappe
Questo articolo delinea un vero e proprio percorso, articolato in quattro tappe:
1° passo: individuare i dilemmi etici;
2° passo: evidenziare i valori e i principi contrastanti;
3° passo: riflettere e decidere sulla base delle norme, del sapere scientifico, dell’esperienza professionale e avendo presenti innanzitutto i principi della libertà, dell’autodeterminazione e del minor svantaggio per le persone a vario titolo coinvolte dalla decisione;
4° passo: motivare e documentare la decisione assunta e le valutazioni che hanno portato ad essa.
Il Nuovo Codice di offre dunque una pista di lavoro assai preziosa, che può aiutarci a decidere bene e che ci stimola a spiegare il perché di tali decisioni, consapevoli del dovere di trasparenza a cui siamo chiamati.
Autore
Marco Giordano
Direttore Scientifico del Centro Studi Affido
Docente Universitario di Servizio Sociale
Fondatore e Direttore Scientifico del “Centro Studi Affido” è Assistente sociale specialista e genitore affidatario, con oltre trent’anni di impegno accanto a bambini, ragazzi e famiglie fragili. Dal 2010 al 2020 è stato co-fondatore e segretario nazionale del Tavolo Nazionale Affido. A lungo, ha presieduto la federazione Progetto Famiglia. Ha partecipato ai lavori del tavolo ministeriale che ha redatto le Linee di indirizzo nazionali per l’Affidamento Familiare. Docente universitario di servizio sociale presso alcune Università del Centro-Sud Italia (attualmente insegna all’Università di Bari “Aldo Moro” e all'Università di Salerno. Ha insegnato nelle Università: “Federico II” di Napoli, di Macerata, dell’Aquila, di Campobasso, di Cosenza, “Roma Tre”).
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