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Assistenti Sociali e Protezione Civile: quale ruolo in caso di catastrofi?
L'Assistente Sociale alle prese con calamità pubbliche ed emergenze sociali. Protezione civile e volontariato. Sostegno alle persone e alle comunità.
Come si comportano gli Assistenti Sociali nelle Maxi-Emergenze?
Il Nuovo Codice Deontologico, in continuità con le versioni precedenti, ribadisce i doveri che, come Assistenti sociali, abbiamo in caso di calamità: impegnarci per il superamento della situazione di crisi; metterci a disposizione delle autorità; supportare persone e comunità. Un ruolo importante su questo fronte è svolto dagli Assistenti Sociali impegnati nelle organizzazioni di Protezione Civile.
«L’Assistente Sociale mette a disposizione delle autorità competenti la propria professionalità in caso di catastrofi o di maxi-emergenze»
Gli Assistenti Sociali “della” Protezione Civile
Fin dalla prima edizione del 1998, il Codice Deontologico dell’Assistente Sociale offre indicazioni inerenti al comportamento che siamo chiamati ad assumere in caso di calamità pubbliche e di gravi emergenze sociali.
Il Nuovo Codice Deontologico, approvato il 21 febbraio 2020 e in vigore dal 1° Giugno 2020, riprende e amplia questo tema introducendo un esplicito agli Assistenti Sociali che prestano opera di volontariato «all’interno delle organizzazioni di Protezione Civile».
L’Associazione nazionale degli Assistenti Sociali per le emergenze
Si chiama ASPROC (Assistenti Sociali per la Protezione Civile) e ha sede a Roma, in Via del Viminale n. 43, presso il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali. È un’associazione di volontariato, costituita nel 2015 con lo scopo statutario di realizzare interventi di «aiuto volontario in situazioni di calamità naturali e di emergenze sociali» (Art. 4, Statutodell’Asproc).
Tra gli Assistenti Sociali che ne hanno sottoscritto l’Atto Costitutivo, troviamo numerose figure di spiccodel Servizio Sociale italiano, tra le quali anche l’attuale presidente nazionale, Gianmario Gazzi, e la precedente presidente nazionale, Silvana Mordeglia.
A disposizione delle autorità, per supportare persone e comunità
Ma cosa dobbiamo fare, come Assistenti Sociali, durante le situazioni di maxi-emergenza. Il Codice Deontologico, sia nelle versioni precedenti che in quella nuova, ci offre due precise indicazioni. Dobbiamo:
mettere la nostra professionalità a disposizione delle autorità competenti;
contribuire al supporto di persone e comunità.
Scopo di questo nostro impegno è realizzare «programmi e interventi diretti al superamento dello stato di crisi» onde favorire il «ripristino delle condizioni di normalità».
Autore
Marco Giordano
Direttore Scientifico del Centro Studi Affido
Docente Universitario di Servizio Sociale
Fondatore e Direttore Scientifico del “Centro Studi Affido” è Assistente sociale specialista e genitore affidatario, con oltre trent’anni di impegno accanto a bambini, ragazzi e famiglie fragili. Dal 2010 al 2020 è stato co-fondatore e segretario nazionale del Tavolo Nazionale Affido. A lungo, ha presieduto la federazione Progetto Famiglia. Ha partecipato ai lavori del tavolo ministeriale che ha redatto le Linee di indirizzo nazionali per l’Affidamento Familiare. Docente universitario di servizio sociale presso alcune Università del Centro-Sud Italia (attualmente insegna all’Università di Bari “Aldo Moro” e all'Università di Salerno. Ha insegnato nelle Università: “Federico II” di Napoli, di Macerata, dell’Aquila, di Campobasso, di Cosenza, “Roma Tre”).
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